Così ci siamo ritrovati un po’ più fragili – India Golf Cup
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Così ci siamo ritrovati un po’ più fragili

G. Sbranchella – Così ci siamo ritrovati un po’ più fragili.

 

Gianmario Sbranchella: golfista per passione

Anche volendo, con tutta la buona volontà del caso e con l’ottimismo che mi ha sempre accompagnato lungo il percorso della mia vita, mi è impossibile non soffermarmi almeno un attimo su tutto ciò che sta accadendo intorno a noi.
Più rifletto, e di tempo per farlo come ben sapete ce n’è stato, o ce n’è ancora, visto che mentre scrivo questo editoriale il periodo di chiusura forzata è ancora in atto, e più mi rendo conto di amare immensamente la mia grande passione: il golf.
Voi direte, bella forza, già lo sapevamo da tempo, ma cosa c’entra con il virus?
C’entra e adesso vi spiego il perché, e non è per quello che immaginate voi.
Amo il golf perché è democratico e odio il virus perché ha un atteggiamento discriminatorio.
Abbiamo ascoltato per tanti anni nei dibattiti televisivi o letto nei report delle conferenze sulla situazione sociosanitaria dei nostri paesi che la “terza età” non doveva più essere considerata “l’età degli anziani” perché si andava formando già la “terza età avanzata” o “quarta età”.
Bene, credo che tutti noi, ultrasessantenni e ultrasettantenni, siamo stati fieri e felici di apprendere queste notizie . Ci siamo infilati un paio di jeans, magari non troppo stretti, abbiamo abbandonato spesso il vestito grigio e la cravatta sostituendoli sovente con un giubbotto sportivo e abbiamo lasciato nella scatola le “churchill” preferendo delle più comode sneakers.
E specialmente quando abbiamo estratto uno dei nostri ferri dalla sacca abbiamo “combattuto” alla pari con giocatori di qualsiasi età e di qualsiasi categoria. Si perché il golf, come dicevo all’inizio, è democratico, mette tutti sullo stesso piano, da a tutti le stesse possibilità di vittoria, dai junior ai senior. È vero, la vita “vera” non è un percorso di golf, non lo è mai stata, ma era bello far finta che potesse esserlo, illuderci per qualche ora la settimana che la vita, come il golf ci mettesse tutti sullo stesso piano, a combattere tutti ad armi pari.
Invece è arrivato questo maledetto Covid19, con i suoi atteggiamenti discriminatori e le sue “preferenze”, e non per premiare ma per castigare. Un essere “antidemocratico” e totalmente privo di scrupoli.
Così in un attimo ci siamo trovati, noi “ex anziani”, perché fino a ieri ci hanno ripetuto che a 65 o 70 anni non si è ancora anziani, a “giocare” una partita non ad armi pari. Ci siamo trovati, insomma, dall’oggi al domani un po’ più fragili, ma voglio dirlo forte, non più deboli. Guardandomi indietro, a prima dell’apparizione di questo incomprensibile virus, vedo forse la necessità di fare un piccolo esame di coscienza, considerare in futuro di non forzare alcune situazioni limite e prendere un po’ più di consapevolezza che purtroppo, anche se molto più lentamente di una volta la “terza o quarta età” avanza, ma quello che il progresso e la scienza ci ha regalato negli ultimi quarant’anni ci ha reso sicuramente più forti, sta solo a noi non esagerare e non approfittarne troppo.


Gianmario Sbranchella

Vice Presidente Esecutivo e socio fondatore della Camera di Commercio Indiana per l’Italia; ideatore e organizzatore del Circuito India Golf Cup.

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Per contattare Gianmario Sbranchella scrivere a: g.sbranchella@icci.it

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