Sport in “quota”? Fa bene e non solo agli atleti professionisti – India Golf Cup
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Sport in “quota”? Fa bene e non solo agli atleti professionisti

A. Manzoni – Prendendo spunto dalle “nostre” tre tappe di montagna, Claviere 1.760 m s.l.m., Folgaria 1.150 m s.l.m., e Dolomiti (Sarnonico) ca. 1.000 m s.l.m., cerchiamo di capire se è salutare praticare attività fisica in “quota” e nel caso quali suggerimenti e attenzioni è bene seguire per non incorrere in spiacevoli inconvenienti.

 

Iniziamo subito con un’affermazione e sfatiamo alcune dicerie in merito: l’attività fisica e sportiva fa bene e a media altitudine anche di più, salvo ovviamente per persone con particolari patologie, ma ripetiamo qualsiasi persona “sana” di qualsiasi età può praticare attività fisica in montagna, e da ciò non potrà che trarne giovamento. Ovviamente ognuno con il proprio ritmo e adeguando lo sforzo fisico alla propria preparazione “atletica”.

La montagna è l’ambiente ideale per stimolare il movimento fisico, dove si può praticare sport a tutti i livelli in un ambiente naturale e salubre.
“Anni di ricerca hanno dimostrato che fare attività fisica in montagna presenta diversi aspetti positivi. Lo sport diventa più tonificante per l’apparato cardiorespiratorio e anche i “non atleti” possono migliorarne il funzionamento, camminando in salita e tonificando cuore, polmoni e muscoli. La carenza di inquinanti e polline è poi ideale per chi soffre di allergie e di malattie dell’apparato respiratorio, come l’asma. Inoltre il cammino in salita, il clima, l’ipossia (carenza di ossigeno nei tessuti) e l’iperventilazione sono fattori che triplicano il consumo calorico dell’attività fisica praticata in montagna rispetto alla camminata o alla corsa svolte in piano.

Oltre a migliorare il proprio stato di benessere psicofisico, camminare o correre in montagna consente anche di perdere peso: a ritmo lento in 60 minuti si consumano circa 300 Kcal. Già a 2000 metri si percepisce la diminuita pressione dell’ossigeno: più si sale più si va piano. A quote fra i 1500 e i 2500 metri l’effetto quota viene ben bilanciato: il fisico reagisce come quando si aumenta il carico di lavoro, aumenta la frequenza respiratoria (si introducono più litri di aria nei polmoni), aumenta la frequenza cardiaca e circola più sangue, diminuisce la prestazione massimale (si va più piano o si cammina per meno tempo)” (fonte Humanitas Salute).

Sembrerà una cosa ovvia ma va sottolineato che in montagna, correre, camminare, anche su un percorso di golf, non è mai come farlo in pianura. Le salite e le discese richiedono maggior sforzo fisico e anche la “terra” dove appoggiamo i piedi non è mai uniforme, come generalmente in pianura o in città. Bisogna per questo prestare un po’ più di attenzione e ricordarsi che il giusto ritmo della nostra camminata o della corsa deve sempre permetterci di parlare, indipendentemente dalla pendenza o difficoltà del percorso. La nostra attività fisica, se non indirizzata all’agonismo, deve permetterci di dialogare senza eccessivo affanno con il nostro compagno d’avventura; se ciò non avviene questo è un piccolo ma significativo segnale che ci indica di doverci fermare, magari solo per qualche minuto, per non rischiare di incorrere in brutte sorprese.

Tornando al nostro sport preferito, il golf naturalmente, alcuni suggerimenti sull’alimentazione da seguire in generale e in particolare per quando vogliamo giocarlo in montagna.
Dobbiamo essere consapevoli che quando pratichiamo il golf per alcune ore, il nostro corpo impiega una notevole quantità di risorse fisiche e mentali. È importante avere dei modelli nutrizionali adeguati per mantenere alti i livelli di energia durante l’esercizio fisico.
Molte persone considerano il golf uno sport per il quale non bisogna seguire una dieta specifica. Tuttavia, una corretta alimentazione permette di affrontare al meglio le routine di pratica di questo sport.
Importante è mantenere il fabbisogno energetico.
Come per la maggior parte degli altri sport, prima di ogni allenamento o gara anche amatoriale, l’energia deve essere fornita dai carboidrati complessi.

In questa maniera, avremo una maggiore resistenza fisica. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito i seguenti valori per i macronutrienti:
– Le proteine devono apportare al nostro organismo almeno il 15% del fabbisogno calorico giornaliero. Si consiglia di consumare preferibilmente le carni bianche, il pesce azzurro, le noci e i legumi.
– I carboidrati devono apportare all’organismo tra il 55 e il 60% del fabbisogno calorico. Potete consumare il pane, la pasta, il riso, la frutta, i cereali e i tuberi.
– I grassi non dovrebbero superare il 25% del fabbisogno calorico totale. Per mantenere questi livelli dovremmo evitare alimenti come i prodotti della pasticceria industriale, il burro, la maionese o il cibo da fast food.
L’idratazione nel golf è uno degli aspetti ancora più importanti di questo sport perché permette di aumentare la resistenza allo sforzo. Un “giro di 18 buche” può durare più di cinque ore, quindi, bisogna rimanere idratati.
Un errore molto comune è quello di bere acqua solo quando si ha sete. Per evitare di avere dei problemi, bisogna bere con frequenza per reintegrare gli elettroliti persi attraverso la sudorazione.

Rispetto ad altri tipi sport, uno dei vantaggi del golf è che si hanno a disposizione molti momenti liberi tra un tiro ed un altro. In questa maniera è possibile idratarsi correttamente e, se necessario, consumare anche del cibo.
Ogni buca di solito dura circa 15/20 minuti, quindi, è possibile sfruttare questo tempo per ingerire dei liquidi. È consigliabile bere acqua, bevande isotoniche o succhi naturali che ci forniscono le vitamine e gli zuccheri che ci aiutano a mantenere i corretti livelli di energia e glicemia nel sangue.
Per praticare questo sport è importante avere un’ottima concentrazione mentale. Per questo motivo bisogna assumere degli alimenti che contengano degli zuccheri facilmente assorbili dal nostro organismo. In questa maniera possiamo rimanere concentrati a lungo durante tutto il percorso.
Gli alimenti consigliati per il golf, oltre allo zucchero presente nelle bevande isotoniche, sono la frutta, le noci, i cereali, il cioccolato e persino i gel energetici.
Un frutto molto adatto per questo tipo di sport è la banana, perché ha un alto contenuto di potassio che facilita la contrazione dei muscoli.
Prima di andare il campo bisogna evitare di mangiare grandi quantità di cibo.
Una digestione lenta pregiudica una buona esecuzione dei movimenti. Inoltre, causa un aumento della sudorazione e della temperatura corporea.
Per questi motivi, prima di un “giro” di golf, bisogna consumare un pasto leggero come un piatto di riso o un’insalata di pasta accompagnati da un frutto, preferibilmente una banana.

Da evitare l’alcol che ha delle caratteristiche diuretiche che, durante l’esecuzione di un’attività fisica, possono portare alla disidratazione.
Oltre ai liquidi, si perdono anche delle vitamine e dei sali minerali importanti nella pratica sportiva come il potassio, il fosforo, il calcio o il magnesio.
Un altro degli effetti negativi dell’alcol è la degradazione delle proteine che procura un danneggiamento della massa muscolare. Per tutti questi motivi, l’alcol influisce negativamente sulle nostre prestazioni atletiche ricucendo la forza e la potenza e alterando la normale capacità di movimento del corpo.
Anche quando le 18 buche sono terminate non dovremmo consumare alcolici perché non ci permettono di raggiungere un’adeguata idratazione dell’organismo (cosa importantissima dopo aver praticato qualsiasi sport). (fonte siamosportivi.it)

Per giocare a golf a livello amatoriale non è necessario seguire una dieta rigida e specifica ma è comunque consigliabile attenersi il più possibile a quando indicato, specialmente durante la stagione estiva quando il fabbisogno di liquidi aumenta notevolmente e se si gioca in montagna dove l’attività fisica richiede un maggior consumo delle “nostre riserve” nutrizionali bisogna bere, bere, bere.
(fonti citate all’interno dell’articolo)

 


Adriano Manzoni

titolare della “Leutman – Strategy Communication Consulting”, vanta oltre trent’anni di consolidata presenza nel settore della comunicazione aziendale e istituzionale rivolta sia al “consumer” sia al “BtoB”. Alla metà degli anni ’80 fonda a Milano lo studio di comunicazione visiva “Designo”, occupandosi principalmente di “exhibition design – mostre convegni eventi e design istituzionale” collaborando con la “Corporate Image” di Olivetti. Nel 1986 inizia a occuparsi dello sviluppo di programmi di “corporate action” per enti pubblici e privati nell’ambito della “comunicazione grafica di pubblica utilità”. Tra gli anni 1988 – 1992 sviluppa vari progetti di “design editoriale” in particolar modo per enti e istituzioni pubbliche. Dal 1992 a fine anni ’90 svolge attività di “consulente” per agenzie di pubblicità e marketing in qualità di “art director” per progetti editoriali e comunicazione aziendale. Dalla fine degli anni ’90 si occupa di comunicazione e web, ne studia e ne analizza lo sviluppo e le sue influenze sociali. Questa attività lo porta a fondare nel 2002 l’agenzia “Pontedilegnosette” in cui fa confluire le esperienze maturate nella comunicazione tradizionale e in quella web. Dal 2002 si occupa principalmente dello sviluppo di progetti articolati, sempre di più l’attività svolta è orientata all’analisi e all’ideazione di strategie comunicazionali trasversali, esterne e interne alle azienda e/o enti, volte all’ottimizzazione delle risorse e dei budget disponibili ipotizzando l’utilizzo di nuovi e diversificati percorsi media e location come fonte di comunicazione. Nello stesso periodo affianca a questa attività quella di Art Director per alcune riviste di settore. Nel 2009 si trasferisce in Svizzera dando vita alla “Leutman – Strategy Communication Consulting”. Nel 2011 è nominato delegato per la Svizzera Italiana della Camera di Commercio Indiana per l’Italia con lo scopo di promuovere e far conoscere sul territorio svizzero le opportunità di interscambio internazionale che essa favorisce in tutti gli ambiti, imprenditoriali e culturali. Dal 2017 è responsabile marketing e comunicazione del circuito di golf “India Golf Cup”

Per contattare Adriano Manzoni scrivere a: info@leutman.ch

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