Io, Enrico Trentin, professione coach sono un uomo fortunato. – India Golf Cup
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Io, Enrico Trentin, professione coach sono un uomo fortunato.

E. Trentin – Non credo ci possa essere nulla di male ad ammettere di sentirsi un uomo fortunato. Una fortuna che devo in grand parte a mio padre, perché è grazie al suo aiuto se sono riuscito in breve tempo a diventare, stando a quanto dicono, un ottimo coach . L’esperienza fatta negli stati Uniti a inizio carriera, su insistenza dei miei genitori, mi ha dato le basi fondamentali su cui poi ho fondato il mio metodo di insegnamento, che mi ha portato dove sono adesso.

 

La Squadra Vincitrice del Campionato Europeo Girls’ 2018 – Golf Club Forsgarden (Svezia)

Professionista dal 1995, dopo 3 anni nel Challenge Tour ho deciso di dedicarmi a tempo pieno all’insegnamento, una passione trasmessa fin da piccolo da mio padre Renzo a cui, a costo di essere ripetitivo, devo molto di quello che sono diventato, come professionista e come uomo. È grazie a lui, e alla lungimiranza mia madre, che all’età di 21 anni mi hanno spinto, nel vero senso della parola, fuori dal “recinto” per ad andare negli Stati Uniti. Negli States sono stato per 6 mesi alla corte di Phil Ritson (coach di fama mondiale) per vivere un’esperienza che sicuramente in Italia non avrei mai potuto fare. Un’esperienza che mi ha consentito di apprendere nuove e importanti conoscenze tecniche e di coaching oltre a rilevarmi una volta di più la mia attitudine all’insegnamento.

Dopo alcuni anni di inevitabile gavetta e di duro, ma indispensabile lavoro sul campo, nel 1998 ho fondato, insieme a mio padre. la “Trentin school” che ad oggi ho il privilegio di rappresentare insieme a colleghi di altissimo livello come Valeria Tandrini, Giovanni Rettore, Marco Crespi, Gregory Molteni, Emmanuele Lattanzi e Giovanni Dassù. Il 1998 è stato un anno importante per me perchè oltre all’inaugurazione della “Trentin school” è stato anche l’anno in cui sono diventato Head Coach del Golf Club Villa Condulmer. In questa professione la passione è essenziale; tecnica, studio, aggiornamenti sono importanti ma senza una vera passione difficilmente credo si possa far bene questo “mestriere”: troppo determinante il fattore umano e la sensibilità personale. Credo che sia questa la condizione che mi ha portato, da gennaio di quest’anno, ad assumere anche la direzione della scuola del Golf club Le Fonti.

Grazie ai risultati ottenuti da subito con i miei allievi ,la Federazione Italiana Golf mi ha chiamato a far parte dello staff degli allenatori della Nazionale Femminile ,ruolo che ricopro tuttora. Diventare allenatore nazionale è stata sicuramente una grossa gratificazione per me e i risultati straordinari ottenuti negli ultimi anni sono emozioni così grandi che ne manterrò vivo il ricordo nel cuore per tutta la vita. Ho avuto il piacere e l’onore di condurre le nostre ragazze azzurre alla vittoria dei campionati Europei under 18 nel 2016 e nel 2018. Un risultato straordinario mai ottenuto dalla Nazionale Italiana Femminile under 18.

Ma il brivido più grande l`ho provato nel settembre del 2018, quando la “piccola” Italia ha battuto la grande America nei campionati del mondo disputati in Canada. Lo spareggio con gli Stati Uniti è stata un’emozione memorabile ma che purtroppo sono incapace di descrivervi talmente è stata forte e coinvolgente.

Dopo tanti anni a volte mi sento ancora chiedere cosa significa essere coach? Cercherò di sinte-tizzare nel modo più razionale e analitico possibile per le mie capacità, un qualcosa che va co-munque oltre all’insegnamento di una semplice disciplina sportiva. Il maestro di golf deve conosce-re alla perfezione la meccanica dello swing. Il coach oltre a questo deve saper organizzare gli alle-namenti, consultare le statistiche e coordinare i rapporti con gli altri componenti dello staff. Il coach deve saper ascoltare e deve essere sempre a disposizione a 360 gradi per aiutare il gio-catore a performare al meglio anche da lontano. Giusto per fare un esempio ho la fortuna di avere nel mio team di giocatori Virginia Carta,che da pochi giorni ha vinto insieme alle sue compagne della squadra universitaria DUKE i Nationals.
Allenare Virginia in questi anni non è stato semplice perché vivendo negli Stati Uniti le possibilità di vederci sono state pochissime. Grazie però alle tecnologie avanzate in mio possesso, siamo riusciti a fare comunque un ottimo lavoro via web. L’ausilio di tecnologie come il trackman, sam putt, capto, V one swing analysis, ci hanno danno la possibilità di allenarci anche da lontano, ma tutte queste tecnologie senza un feeling e una sensibilità appropriata sarebbero servite solo in parte.

Fare la professione che ami a contatto con persone fantastiche; poter condividere con loro le gioie dei risultati ottenuti anche grazie anche ai tuoi insegnamenti; avere la consapevolezza che fin da ragazzo i tuoi genitori hanno sempre creduto in te e nella tua “vocazione”: con tutto questo come posso non dire di essere “un uomo fortunato”.

 


Enrico Trentin

– Golfista professionista dal 1995
– Cofondatore della “Trentin School”
– Head Coach Golf Club Villa Coudulmer
– Head Coach Golf Club Le Fonti
– Allenatore Squadra Nazionale Femminile dillettanti
– Selezionatore Squadra Europea della Jr. Solhenim Cup

Titoli vinti da atleti allenati:
– 53 Campionati Nazionali
– 24 Campionati Internazionali

Enrico Trentin Instagram @trentingolf

 

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